Event Coverage

 
 
Gianluigi Ricuperati, Italo Rota, Mario Martone

Gianluigi Ricuperati, Italo Rota, Mario Martone

 
pierluigicappello.jpg
 
ALZIATI Cristina (mini).jpg

Cinema & Architettura. Mario Martone a NABA

Recencinema, 2 aprile 2014

Se non avesse fatto il regista, Mario Martone, sarebbe diventato probabilmente architetto. La regia per lui è spazio e corpo, prima ancora di essere narrazione. Dove si trova quindi il teatro? Nel rapporto tra lo spazio e gli spettatori, che così lo vivono insieme agli attori.

 

Poesia. Pierluigi Cappello con Elia Malagò

Festivaletteratura Mantova, 9 settembre 2012

Molte parole, in friulano e in russo, hanno una doppia valenza e accolgono una perfetta corrispondenza tra la natura e l'ideologia. 'Salustri', ad esempio, designa lo squarcio di azzurro tra due rovesci, «come se il cielo trattenesse il respiro per incassare meglio la tempesta futura», ma anche l'ultimo lampo di lucidità che ha un agonizzante prima della morte. Le lingue sono luoghi e questo tipo di bilinguismo consente di avere una pronuncia di se stessi e degli altri più ampia; il friulano è la lingua del mondo interiore che si esprime, l'italiano le va in soccorso dove non può arrivare. «Come i semi dei fiori importati, ho sognato di raggiungere i miei morti».

 

Poesia. Cristina Alziati con Nella Roveri

Festivaletteratura Mantova, 6 settembre 2012

Cresciuta nel proprio grembo, la poesia di Alziati è una poesia stratificata, fino al momento in cui l'esprimersi diventa necessario, è una poesia portata a compimento, partorita, non vissuta come atto volontaristico: non azione, ma gesto. Poesia che si riversa all'esterno come un'esondazione, premendo il senso a estrudersi in parola, creando e superando progressive e trasparenti recinzioni. [...] La non-appartenenza è un altro tema ricorrente: «Tu stai proprio all'inizio, io in quelli tutti attorno». E dalla "Terza lettera ad Antigone": «Non fosse per i vestiti - per gli stracci - / diremmo che è uno del gruppo, fra quelli / ridenti, uno vivo».